CONTESTO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

Alla luce di quanto previsto dal Piano Sanitario Regionale 2008-2010 e dal Piano Integrato Sociale Regionale 2007-2010 della Regione Toscana la Conferenza Zonale dei Sindaci del Valdarno, utilizzando gli strumenti del Piano Integrato di Salute (PIS) 2008-2010 e del Piano Attuativo Locale 2008–2010 dell’Azienda USL 8, ritiene necessario andare a ridisegnare il settore pertinente alla Salute Mentale nella Zona Valdarno.

Il Piano Sanitario Regionale, infatti, stima che sia necessario “definire e adottare in ogni Azienda USL protocolli condivisi, con verifiche della loro attuazione, tra servizi di salute mentale infanzia adolescenza e adulti e tra questi e gli altri servizi sanitari e sociali presenti sul territorio per migliorare l’integrazione e la collaborazione”.

Il Piano Integrato Sociale Regionale 2007-2010 considera necessario, per la tutela della salute, mentale “rafforzare l’integrazione dei servizi sanitari e sociali e promuovere la sinergia delle risorse, in un’azione coordinata e condivisa tra Aziende USL e Comuni, con il contributo del volontariato, auto aiuto e terzo settore”. Pertanto per il triennio di validità del PISR la Regione Toscana si propone di “consolidare il processo di integrazione tra i servizi sanitari e sociali e di favorire la programmazione unitaria pubblica delle azioni, con l’obiettivo di garantire qualità e appropriatezza dei percorsi e delle prestazioni assistenziali per una più efficace azione di tutela della salute mentale”, mirando “alla promozione della salute mentale e alla prevenzione ed individuazione precoce del disturbo”.

A seguito della Legge Basaglia del 1978, il territorio del Valdarno andò a ridisegnare risposte ai bisogni nella maniera più avanzata, accessibile ed integrata. Negli anni la situazione sociale, economica e demografica è mutata profondamente non solo per un diverso sviluppo economico della zona, ma anche rispetto all’evidenziarsi di disagi e patologie legate alla salute mentale. Si avverte una criticità dei servizi rispetto ad una popolazione cambiata non perché solo invecchiata, ma a causa dell’inserimento di gruppi di popolazioni provenienti da paesi esteri, come conseguenza del fenomeno migratorio. I cambiamenti economici e sociali della nostra comunità hanno ampliato il panorama in cui il disagio psichico si manifesta in forme diverse e sempre più precoci. Gli ambiti di intervento, nel campo della prevenzione, diagnosi e cura e riabilitazione, si sono modificati e diversificati per cui è oggi indispensabile ripensare le azioni, gli spazi, gli strumenti, le risorse, ma soprattutto gli obiettivi che i servizi, in una logica di forte integrazione, devono sapere programmare, progettare e verificare. Il Patto per la Salute Mentale è lo strumento attraverso il quale la Conferenza dei sindaci del Valdarno e l’Azienda USL 8 definiscono un programma di lavoro triennale condiviso e partecipato anche dai portatori di interesse del territorio per raggiungere quegli obiettivi di salute coerenti con gli obiettivi strategici in linea con quanto stabilito dal Patto stesso.