IL PATTO

L’aspetto etico e politico dei diritti e dell’ uguaglianza tra cittadini costituisce l’assunto di base su cui costruire un Patto Territoriale. E’ nel territorio che si creeranno o si perderanno le opportunità di salute nel prossimo decennio e la Salute Mentale ha un ruolo fondamentale in questa partita poichè non c’è Salute senza Salute Mentale in quanto fattore determinante in una comunità della sua salute generale, delle sue capacità di sviluppo umano ed economico, del suo benessere individuale e collettivo.

L’esperienza Toscana propone Patti in contesti diversi e su tematiche non esclusivamente socio-sanitarie, ma il processo, che è parte essenziale, corrisponde in pieno al tipo di lavoro che la USL 8 e la Conferenza Zonale dei Sindaci del Valdarno Aretino si sono prefissi per raggiungere quegli obiettivi di salute che attraverso lo stesso Patto saranno sanciti e sottoscritti da tutti i soggetti coinvolti, diventando allora strumento culturale e scientifico strategico in un ottica ecologica, integrata e sostenibile dei profili di salute mentale.

I patti territoriali possono essere considerati come programmi di sviluppo di una comunità locale, in termini di politica sociale ed economica attenta a garantire diritti di cittadinanza alle fasce più fragili della popolazione.

L’obiettivo è aumentare la capacità di un territorio/comunità di individuare azioni collettive in grado di rispondere ad un determinato problema, costruire una rete di relazioni e azioni , supportata dal patto, in grado sviluppare Territori Competenti.

Il patto definisce 4 aree di lavoro condividendo gli obiettivi e concertando azioni strategiche, costituendo tavoli di lavori specifici che saranno partecipati dai diversi portatori di interesse, attuando la metodologia della ricerca-azione:

1 – Prevenzione, infanzia e adolescenza
2 – L’abitare
3 – Il lavoro
4 – L’auto aiuto