OBIETTIVI STRATEGICI AD ALTA INTEGRAZIONE

Il confronto tra servizi, operatori, associazioni di autoaiuto e portatori di interesse in genere avvenuto in varie conferenze a livello anche regionale, evidenzia una fortissima richiesta in particolar modo da parte delle associazioni dei familiari e dalle persone che sono all’interno dei percorsi di cura di una effettiva integrazione tra i servizi socio-sanitari che si ponga l’obiettivo di incrementare, diversificare ma anche ridefinire azioni, progetti servizi in tre ambiti in modo particolare:

A) Riorganizzazione della mappa dei servizi territoriali con il superamento dell’accentramento delle prestazioni residenziali e semiresidenziali in poche strutture attraverso l’individuazione di luoghi diffusi che favoriscano il decentramento delle prestazioni sul territorio e i processi di socializzazione, integrazione e cittadinanza favorendo e incrementando le azioni di prevenzione riabilitazione esistenti.

B) Elaborazione di un progetto di inserimenti lavorativi che permetta di attivare quante più risposte e spazi recuperabili sul territorio in grado di garantire percorsi di autonomia effettivi , verificare con gli enti locali l’ampliamento di progetti già in essere in alcune realtà( progetto di agricoltura sociale in filiera corta IL Paniere e programma di inserimenti lavorativi all’interno dell’affidamento del servizio mense scolastiche dell’Unione dei Tre Colli).

C) Progetto di costituzione di una rete di mini appartamenti per percorsi di autonomia abitativa diffusa su tutto il territorio valdarnese in modo da favorire progetti individuali o per piccoli gruppi superando il limite delle strutture con numerosi posti letto che fisicamente ostacolano la socializzazione e l’integrazione, non riconoscendo la diversità dei bisogni e tendendo quindi all’omologazione delle risposte che invece la capacità di intervenire in modo adeguato e circostanziato il solo disagio abitativo può superare. Una delle proposte avanzate su cui il Patto potrà decidere le modalità di intervento è l’individuazione di una rete di piccoli appartamenti da costruire attraverso il recupero da parte delle singole amministrazioni comunali all’interno dei piani di nuova lottizzazione. Caratteristica importante dovrebbe essere la destinazione di tali spazi a interventi di sostegno a tutte le forme di disagio abitativo in modo da non caratterizzare o stigmatizzare questi spazi ad una specifica disabilità o marginalità sociale.