PIANO OPERATIVO

Declinando questo metodo sugli indirizzi recepiti dal piano integrato regionale e dal ministero della salute possiamo ipotizzare un primo piano di lavoro che naturalmente verrà adeguato al processo partecipativo di costruzione del Patto per la Salute Mentale:

1.

Nomina componenti équipe multidisciplinare.

2.

Elaborazione sintesi del progetto da inviare a tutti i soggetti che comporranno i gruppi di lavoro.

3.

Nomina dei coordinatori delle aree tematiche.

4.

Costituzione cabina di regia per area tematica.

5.

Condivisione indirizzi e obiettivi generali.

6.

Presentazione e prima verifica con Azienda Asl, conferenza Sindaci Valdarno, Consulta Salute Mentale.

7.

Raccolta dati su tutti gli accessi e gli invii ai servizi sociali territoriali e USMA e USMIA zona distretto Valdarno. Elaborazione e analisi sulla quantificazione della domanda e sulle potenzialità dei diversi servizi di risposta e presa in carico.

8.

Individuazione portatori di interesse e costituzione dei quattro tavoli territoriali corrispondenti alla quattro aree tematiche.

9.

Presentazione indirizzi e obiettivi, secondo le linee guida regionali e ministeriali generali, come costruzione del primo piano di lavoro.

10.

Presentazione progetto alla Consulta Provinciale per la Salute Mentale.

11.

Condivisione ed elaborazione delle criticità, priorità, risorse, risorse e azioni strategiche nei quattro tavolo di lavoro al fine di definire gli obiettivi strategici del Patto Territoriale per la Salute Mentale.

12.

Costruzione di una rete di azioni strategiche per ogni area che definiranno il progetto esecutivo ratificato nel patto.

13.

Elaborazione protocolli tra i diversi soggetti che dovranno attuare azioni fortemente integrate per l’esecuzione dei diversi progetti.

14.

Presentazione progetto esecutivo Conferenza Zonale dei Sindaci e Azienda Sanitaria USL 8 per approvazione e sottoscrizione.

15.

Presentazione – restituzione del progetto a tutti gli enti, i servizi ed i soggetti che hanno aderito ai tavoli territoriali.

16.

Costruzione di una carta dei diritti dove tempi, modi, luoghi, azioni, responsabilità devono essere indicati e verificabili secondo gli obiettivi dichiarati.

17.

Validazione del progetto ad opera della Consulta Provinciale che assumerà il ruolo di garante rispetto alla corretta attuazione del Patto in ogni suo passaggio, garantendo un percorso armonico ed integrato nell’attuazione dei diritti di cittadinanza.

18.

Adozione di un sistema di valutazione del progetto in grado di verificarne la qualità, la coerenza con gli obiettivi dati e gli esiti prodotti, utilizzando gli strumenti elaborati in materia dalla Regione Toscana.

19.

Verifica annuale dell’attuazione del Patto e della coerenza delle azioni programmate e attuate dai diversi soggetti che lo attuano mantenendo i tavoli di lavoro quali spazi co-partecipativi in grado di riorientare gli interventi nel campo della piena affermazione dei diritti di cittadinanza.

AZIONI DI PROGETTO

Definiscono il Patto come lo strumento per agire politiche innovative comunitarie di salute mentale.